PUBBLICATA LA LEGGE SUI DELITTI CONTRO L’AMBIENTE

Con la pubblicazione della Legge 22 maggio 2015, n. 68, recante “Disposizioni in materia di delitti contro l'ambiente” si è concluso l’iter parlamentare della nuova normativa per il contrasto ai crimini ambientali.

Sono introdotti nel Codice Penale nuovi reati ambientali (nuovo Titolo VI-bis specifico per i delitti contro l’ambiente dall’artt. 452-bis all’art. 452-terdecies) ed è contestualmente viene modificato il D.Lgs. 152/06 (Testo Unico Ambientale), inserendo una nuova Parte VI-bis specifica per la “Disciplina sanzionatoria degli illeciti amministrativi e penali in materia di tutela ambientale”, che dispone un procedimento per l’estinzione delle contravvenzioni collegato all’adempimento, da parte del responsabile della violazione, di una serie di prescrizioni e del pagamento di una somma di denaro.

Di notevole importanza sono anche le modifiche apportate al D.Lgs. 231/01 (Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica) con particolare riferimento all’art. 25-undecies specifico per i reati presupposto ambientali.
La Legge è entrata in vigore dal 29/05/15 e non si applica ai procedimenti in corso alla medesima data.

CRIMINI AMBIENTALI
I cinque nuovi delitti contro l’ambiente dovrebbero essere inseriti in una nuova sezione (Parte VI-bis) del D.Lgs. 152/06 e s.m.i. (costituita da 9 nuovi articoli, da 452-bis a 452-decies).
Il delitto di inquinamento ambientale (art. 452-bis) punisce con la reclusione da 2 a 6 anni e la multa da 10.000 a 100.000 euro chiunque, abusivamente, cagiona una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili :

  • delle acque o dell’aria, o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo;
  • di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna.

Sono previsti anche aumenti di pena nel caso di inquinamento di aree naturali o aree sottoposte a vincolo o danno di specie animali o vegetali protette.
Il delitto di morte o lesioni come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale (art. 452-ter) prevede che se da uno dei fatti di cui all'articolo 452-bis deriva, quale conseguenza non voluta dal reo:

  • una lesione personale, ad eccezione delle ipotesi in cui la malattia ha una durata non superiore ai venti giorni, si applica la pena della reclusione da due anni e sei mesi a sette anni;
  • una lesione grave, la pena della reclusione da tre a otto anni;
  • una lesione gravissima, la pena della reclusione da quattro a nove anni;
  • la morte, la pena della reclusione da cinque a dieci anni.

Nel caso di morte di più persone, di lesioni di più persone, ovvero di morte di una o più persone e lesioni di una o più persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per l'ipotesi più grave, aumentata fino al triplo, ma la pena della reclusione non può superare gli anni venti.
Il delitto di disastro ambientale (art. 452-quater) punisce con la reclusione da 5 a 15 anni chiunque, abusivamente, cagiona un disastro ambientale riconducibile a:

  • un’alterazione irreversibile dell’equilibrio di un ecosistema;
  • un’alterazione dell’equilibrio di un ecosistema la cui eliminazione risulti particolarmente onerosa e conseguibile solo con provvedimenti eccezionali;
  • l’offesa all’incolumità pubblica in ragione della rilevanza del fatto per l'estensione della compromissione o dei suoi effetti lesivi ovvero per il numero delle persone offese o esposte a pericolo.

Nel caso in cui i delitti di cui sopra (inquinamento ambientale e di disastro ambientale) siano commessi per colpa (e non abusivamente), sono tradotti in “delitti colposi contro l’ambiente” (art. 452-qunques): in tali ipotesi, le pene previste dagli articoli 452-bis e 452-quater sono diminuite da un terzo a due terzi.
Il delitto di traffico e abbandono di materiale di alta radioattività e materiale a radiazioni ionizzanti (art. 452-sexies) prevede la reclusione da 2 a 6 anni e la multa da 10.000 a 50.000 euro per chiunque abusivamente ceda, acquisti, riceva, trasporti, importi, esporti, procuri ad altri, detenga o trasferisca, abbandoni o si disfi illegalmente di materiale di alta radioattività. Sono previsti anche aumenti di pena nel caso di pericolo per l’ambiente e pericolo per la vita o per l'incolumità delle persone.
Il delitto di impedimento del controllo (art. 452-septies) punisce con la reclusione da 6 mesi a 3 anni – sempre che il fatto non costituisca più grave reato – chiunque impedisce, intralcia o elude l’attività di vigilanza e controllo ambientale e di sicurezza e igiene del lavoro, ovvero ne compromette gli esiti. Un impedimento è considerato il rifiuto di far accedere ai luoghi che devono essere controllati, porre ostacoli fisici o modifiche dello stato dei luoghi, che portino per esempio a impedire o ostacolare delle analisi a campione.

OMESSA BONIFICA
Altra novità è rappresentata dall’omessa bonifica (art. 452-terdecies c.p.) che viene punita con la reclusione da uno a quattro anni e con la multa da 20mila a 80mila euro. Ricade in tale ambito colui che, essendovi obbligato per Legge, per ordine del giudice ovvero di un autorità pubblica, non provveda alla bonifica, al ripristino o al recupero dello stato dei luoghi.

CIRCOSTANZE AGGRAVANTI E RAVVEDIMENTO OPEROSO
Per i delitti di cui sopra sono previste delle circostanze aggravanti nel caso di associazione a delinquere e/o nel caso in cui deriva anche la violazione di una o più norme previste dal D.Lgs. 152/06 o da altra legge che tutela l'ambiente.
Di notevole interesse è l’opzione del “ravvedimento operoso” (art. 452-decies c.p.) che dispone:

  • la riduzione delle pene dalla metà a due terzi nei confronti di colui che si adopera per evitare che l'attività delittuosa venga portata a conseguenze ulteriori, ovvero, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, provvede concretamente alla messa in sicurezza, alla bonifica e, ove possibile, al ripristino dello stato dei luoghi;
  • la riduzione delle pene da un terzo alla metà nei confronti di colui che aiuta concretamente l'autorità di polizia o l'autorità giudiziaria nella ricostruzione del fatto, nell'individuazione degli autori o nella sottrazione di risorse rilevanti per la commissione dei delitti.

CONFISCA
Infine è prevista la pena accessoria della confisca delle cose (art. 452-undecies c.p.) che costituiscono il prodotto o il profitto del reato o che sono servite a commettere il reato per i delitti previsti dagli articoli 452-bis, 452-quater, 452-sexies, 452-septies e 452-octies: in tali casi scatterà sempre la confisca salvo che tali beni appartengano a persona estranea al reato, o quando l’imputato abbia provveduto con efficacia alla messa in sicurezza e al ripristino dello stato dei luoghi. Quando è disposta la confisca di beni ed essa non sia possibile, il giudice individua beni di valore equivalente di cui il condannato abbia anche indirettamente o per interposta persona la disponibilità e ne ordina la confisca. I beni confiscati o i loro eventuali proventi sono messi nella disponibilità della pubblica amministrazione competente e vincolati all'uso per la bonifica dei luoghi.

RIFLESSI SUL D.LGS. 231/01
Le modifiche al D.Lgs. 231/01 prevedono l’introduzione di sanzioni pecuniarie e di sanzioni interdittive. Alla luce della nuova Legge si impone, per tutti i soggetti che hanno predisposto un modello di organizzazione, gestione e controllo esimente per la responsabilità amministrativa, un rapido adeguamento dello stesso.

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